Shh… è un segreto!

… Ho semplicemente bisogno di dare voce a quel turbine di sensazioni che mi alberga in petto e che ha bisogno di esplodere.

Che strano. Io ci provo. Io lo giuro che ci provo, a non illudermi. No, per ora non lo sto facendo.
Ma come faccio a non far vorticare i pensieri tutti nello stesso punto, a non focalizzarli sul miracolo che nella mia vita è entrato da tempo e spero non vada mai via? Come faccio a non pensare e ripensare a tutto quello che vorrei dalla vita? Come si può ignorare un mare di pensieri che arrivano istantanei, mentre si ascolta qualsiasi canzone, mentre si fa qualsiasi cosa, mentre si accende la tv, mentre si prende il cellulare, mentre si prende la penna in mano, mentre si ascoltano le parole di qualcuno, mentre si vede qualcuno che sfiora le labbra di qualcun altro, mentre vedi i sentimenti volare da chiunque a chiunque altro? Come si ignora quel fiume in piena che porta il suo nome, come si ignora quella sensazione nello stomaco, come si ignora quel turbine di colori che porta nella mente ogni volta che sento quello sparo?

Come si ignora tutto, se tutto mi circonda e mi parla a gran voce di te?
Come si fa? Posso sorridere, senza pensare che quel sorriso vorrei dedicarlo a te? Come posso non dire a me stesso che di minchiate ne ho fatte più di quante ne possa contare? Certo, non sarò il primo né l’ultimo a farne… Ma non voglio farne più, voglio… voglio continuare col progetto dell’uomo perfetto. =)
Voglio essere tutto ciò che tu abbia mai desiderato, e voglio esserlo senza che tu mi dica che sbaglio qualcosa. Non voglio sbagliare più, voglio solo fare la cosa giusta al momento giusto. Voglio annodare ancora quelle dita, voglio incrociare ancora quegli sguardi, voglio dare di nuovo fuoco a tutto, dargli fuoco una volta per tutte, dimostrare a me e a te che la vita è ben più che quello a cui ci hanno abituati…
Insomma, voglio fare una cosa che desidero da secoli, che desidero in pratica da dieci anni, o anche più. Voglio sentire la vita che scorre tra le mie vene, sentire come il cuore aumenta il suo lavoro, ansioso quanto me di vedere fino a che punto riesco a resistere. Non esistono legami, non esistono limiti, non esiste niente che possa fermare niente, non esiste più niente oltre a quello che succede, quando succede. Ed è successo solo lo 0,1% di quello che doveva succedere, sfortunatamente. Ed è stato frastornante, stupendo, scioccante, favoloso, indimenticabile, meraviglioso, fantastico, stupendo… Ed io voglio che questo un giorno si ripeta ogni giorno.

No, non mi sto illudendo, sto sognando. Il lucchetto dell’illusione è chiuso, e le chiavi spero di perderle fino al momento in cui non farò bene ad illudermi di quello che… che ora vorrei. Non mi illudo. Ma sogno, si, sogno.
Sogno di creare un NOI, sogno di raggiungere quello che desidero, sogno di essere QUELLA persona, sogno di essere meglio di chi prima di me ha provato, sogno di non avere successori in questo mio tentativo, sogno di condividere ogni singolo respiro con quella che ritengo la mia metà. Sogno, insomma, e spero che i sogni non entrino in casa “illusione”, perché forse ci vanno molto vicini. Sogno, perché non mi resta altro da fare, qui, ora, per ora. Sogno, perché è fantastico “immaginarti”.
Sogno, perché ogni volta che rivedo quegli occhi davanti ai miei, a fissarmi in quel modo, a farmi impazzire, a fermarmi il cuore con un battito di ciglia, e a ridarmi il diritto di respirare solo quando me li stacchi di dosso, quando vedo quel mare dorato di foglie scintillanti, quando rivedo quel bagliore che illumina l’oscurità di quelle due luci sul cammino della mia vita, quando rivedo semplicemente il cielo, il cuore, la vita in un punto preciso dell’universo, quel punto verso cui la mia vita gravita, quando succede tutto questo e il mio cuore infarta, si blocca, si spegne per un attimo, per poi riprendere la sua attività di corsa, quasi a volersi scusare per il disservizio, quando è questo che mi succede se io ripenso semplicemente a quel paio di occhi che ho guardato per l’eternità, e non mi è bastato per niente, quando mi fermo a pensare ad ogni tratto del tuo volto, ad ogni singolo lineamento che contorna quei due occhi, quando mi fermo a pensare che Dio ha creato angeli, mondi, cieli, stelle, ed ha lasciato il meglio di tutto questo per me, quando è questo che mi succede, come posso non sognare? Come posso non sperare, un giorno, di avere il diritto di impazzire ogni singolo attimo della mia esistenza alla ricerca di quella sensazione che sconvolge ogni singola molecola del mio essere, come posso non sperare di avere il diritto di guardare il cielo, la terra, la luna, le stelle, il sole e anche il mare, ed ogni singola creatura che li abita, e pensare che nessuno ha il diritto di paragonarsi anche solo per un attimo a ciò che sei tu? Con quale coraggio dovrei smettere di sperare in un nuovo incontro tra quella poesia che sei tu e questo autore in cerca della sua parte migliore? Come dovrei fare a non desiderare con ogni parte di me stesso, mente cuore anima e cervello, ogni parte di te? Tu, tu, parlo di te, sai bene a chi mi riferisco, perché tu sei quella che mi ha incatenato con la più dolce delle catene, che parte dal tuo sguardo e finisce sul mio cuore.. Tu, che hai rubato ogni battito futuro del mio cuore, e ne hai fatto ciò che più desideri.. Spero, sogno, desidero… perché altro non mi è concesso. Non mi illudo, so che non sono abbastanza per toccare il cielo con un dito come farei se potessi essere solo semplicemente una virgola di ciò che sei tu. Non mi illudo, perché il cielo degli angeli mi fa impallidire, se penso all’inferno in cui trascinerei entrambi. Non mi illudo, perché tu sei semplicemente un sogno. Non puoi essere reale, non puoi essere davvero reale, tu, che sei un miracolo che vive e respira su un mondo che non merita neanche la tua presenza.

Ti leggo nella mente, ora stai dicendo a te stessa e a tutto ciò che ti circonda “Che esagerato che è, questo bimbo”. Ti leggo nella mente, quando pensi “Magari”, quando pensi “Se solo…” . E so che tutto ciò che potrai pensare a riguardo, sminuirà quel sogno che sei in realtà. Sminuirà la bellezza, la meraviglia, l’enorme grandezza di quel miracolo che sei.

Non mi credi, vero? Te lo si legge in faccia, lo so dalla prima volta che ti ho vista che non ci avresti creduto. Lo so da quando non hai creduto al fatto che il magnetismo tra il mio sguardo e il tuo corpo non esiste. Quando hai detto, secoli fa ormai, che “Non eri abbastanza” e che “Non capivi cosa ci trovassi”.. Che bestemmie… Un po’ come se la luna dicesse al cielo di non essere abbastanza per dominare la notte. Un po’ come se il mare non si sporgesse dal suo letto per sfiorare quella luna. Un po’ come se i miei occhi non ti si incollassero addosso. Un po’ come se i miei pensieri non turbinassero tutti verso di te…
No, nulla di tutto ciò è possibile. E non è possibile ciò che mi dicesti, semmai il contrario.
Ma ora è tardi… e le mie ossa doloranti mi implorano riposo.

E la mia mente vuole spegnersi per quelle 6-7 ore notturne, per concretizzare un corpo fatto di pensieri in cui abitare e col quale raggiungere quella che è la mia idea di te. Che mai è stata tanto vicina alla realtà…
E allora concediamo ad ogni pensiero di confluire verso di te…

Lascia un commento