Ah… Un paio di urla in faccia, che avrebbero mai cambiato? Un po’ di sana disperazione, avrebbe sortito effetti di qualche tipo?
Perché, se avessi la certezza che qualcosa avrebbe realizzato, l’avrei fatto non una, ma mille volte. Uno sfogo di rabbia, un cazzotto in faccia, una scena da melodramma (magari alla Napoletana), un urlo straziante, o magari una scena orfica al contrario… Se avessi avuto la certezza che qualche gesto tra questi avrebbe sortito effetti, beh, avrei seguito l’istinto. Così adesso avrei qualche KB in più occupato sul cell, e magari una denuncia pendente sulla testa. Dannazione. Dannazione. Dannazione.
No, No, e no. E pure a scegliere “istinto”, stavolta, non avrei potuto cambiare situazioni pregresse. É un po’ quello che dicevo nel post precedente. É una di quelle situazioni immobili, intoccabili. E quindi, bimbi miei, inutile dannarci l’anima.
Però il gusto di un cazzotto in pieno volto, male non mi avrebbe fatto.. Però, sotto le luminarie, ci si mette “ntè tarantell’”. ^^ Anche se, tecnicamente parlando, non eravamo davvero sotto le luminarie, la prima volta in cui ho avuto occasione. Ma diciamo che le luminarie inondano tutto il posto, non solo il corso.
Nah, vabbè, diciamo che la violenza canale non mi si addice, ma non diciamolo ad alta voce, che potrebbe rivelarsi all’occorrenza, una grande, grandissima menzogna. E crederci, poi, che la bellezza aumenti, nel tempo passato, mi sciocca pure di più. Credere che l’assenza non abbia fatto altro che mostrarmi ulteriore bellezza, dannazione, è una cosa che non mi piace. Perché se così NON fosse stato, sarei stato mille volte più felice.
Anche se, poi chissà che felicità sarebbe stata… Ma ciò che ci si aspetta, ciò che si desidera per tanto tempo, non è mai come lo si aspetta. Ho sperato, mille volte, che accadesse ciò che è accaduto ieri. Così “sarebbe stato un colpo di spugna, e via”, come dice quel tipo là. E invece, altro che colpo di spugna. É stato un colpo in piena faccia, un dolore lancinante, un bruciore interno, esterno, intermedio. Un dolore indefinibile. Un dolore che non esiste, che non sarebbe dovuto esistere. Ma è ok.
Ma è ok perché è dannatamente, fottutamente, impossibilmente IMMOBILE. E seppur si m(u)ovesse, tale resterebbe, perché forze esterne controllano certe situazioni. Ma va bene, va bene, e va così bene che fa male.
Ah, e poi, domani ho l’esame, stasera dovrei dormire in trasferta, ma la voglia manca sempre di più. Va bene. Da domani è vacanza. Con tappa all’Inferno, tappa al mare, tappa a Napoli, tappa a Mascali, e poi chissà dove ancora. Forse tappa in paradiso, anche solo per un attimo.
Resta poi che forse neanche me ne frega. Forse me ne frega davvero delle somme che tirerò a fine settembre. Fermo restante che io le tiri stè somme.
Intanto…
Aspettiamo l’alba, anzi, il tramonto di domani, che quello di oggi è troppo amaro…
Luglio 24, 2008 alle 5:15 am |
almeno con un urlo in faccia…adesso avresti tutt’altro tipo di rimpianti e avresti fatto una diversa esperienza. l’istinto forse nn avrebbe risolto nulla alla festa di visciano, ma avrebbe cambiato qualcosa dentro di te. ma forse meglio uno sfogo su un blog che dal vivo
Luglio 24, 2008 alle 5:21 pm |
A quanto ho possibilità di intendere, non ti va di palesare la tua identità.
Poco male, un po’ di mistero non ha mai fatto male né a me, né a nessun altro.
Felice di sapere che sei nel mio caro angolino da un po’.
In ogni caso, concordo appieno, mille volte meglio uno sfogo qui sul blog che dal vivo. Avrebbe solo creato inutili problemi, complicazioni, e tanti, tanti rimpianti. E poi, sarebbe stato alquanto contro il civil vivere e la legge, e non è che mi si addicano comportamenti del genere (sebbene magari a volte risolverebbero più problemi di quanti ne sarebbero capaci di creare), checché ne voglian dire determinate bocche. E chi ha orecchie per intender, intenda.
E comunque, con uno sfogo personale, non sul blog, avrei creato solo problemi che avrebbero rovinato la mia festa di Visciano, per quanto bella o brutta possa essere.