Pointless

Pointless.

That’s all. Questo è tutto. Chest’ ye’. Pointless. Non esiste parola in italiano dotata di tanta capacità espressiva ed efficacia linguistica, a riguardo. Pointless. Point-less. Parola composta, quindi frutto dell’unione di due parole, di due concetti. Point + Less. Point, punto, ob(b)iettivo. Less – Avverbio di mancanza, di penuria. Pointless, senza ob(b)iettivi.

E mi ripeto, Pointless. That’s me. Sono io.

Il 25 sembra così vicino, ma al contempo così aleatorio, distante, sfuggevole. E non vedo l’ora che arrivi. Va-can-za . É ciò di cui ho bisogno in altissime dosi. Non di mare/sole/spensieratezza/divertimento/uscite-ogni-sera/totale-eliminazione-di-freni. Quello di cui ho bisogno, è pausa. É vacanza. É sapere che se passo una giornata come quella di oggi, tra il serio ed il faceto, in pace con me stesso, tranne che con i miei sensi di colpa, non faccio niente di scorretto. Quasi quasi, me l’anticipo la vacanza, e smetto da domani stesso… L’idea me l’accarezzo ogni giorno… ma no :) Non si fa. :) “Nossifà”.

Eh, mia cara Madonna del Carpine, perdonami per la mia assenza da ognuna delle tue manifestazioni. Ma non mi scuso con lo studio. É il “mood”. Non sto nel “mood” adatto. Anzi, sto proprio nei moods meno adatti per fare ogni santa cosa. C’è bisogno di fare qualcosa, ma a sapere cosa… Eh, cari miei, le delusioni piovono da sinistra, da destra e da ogni lato. Signori miei, sissignori, la vita cerca giorno dopo giorno di illudervi, per poi spiattellarvi in faccia quella che voi riterrete la verità… Ma quivi errate, signori. La vita, non è null altro che un “concetto”, una concettualizzazione di una serie di avvenimenti rapidamente successivi. Non è un’essenza, un movimento, una storia scritta o da scrivere. La vita, è una caterva di fatti che si sono successi, visti (in genere) da un soilo punto di vista. Perciò vi dico che è inutile illudersi, in un senso, e nel contrario. Non si fa, bimbi. Non si fa, perché è sbagliato, bimbi miei. Non illudetevi che la vita ce l’ha con voi, perché non vi ha dato tutto ciò che desideravate… Fidatevi, non avrebbe potuto di meglio, la vostra “vita”. Che si parli di chances, di persone, di oggetti, di status (symbol o meno), di possibilità, di capacità, di colori degli occhi, dei capelli, della pelle, di fisico, di voce, di qualunque santa stramaledettissima cosa. Non è la vita che ce l’ha con voi. Non è nessuno che ce l’ha con voi. Non c’è nessuna essenza chiamata “vita”, che ha deciso come siete e come sarete. Anche perché gli unici veri artefici del vostro futuro siete solo e semplicemente voi. Non esiste niente di “predefinito”, non esiste mai “una sola strada”. in ogni momento siete liberi di fare qualcosa invece di qualcosa d’altro. Ora, potete smettere di leggere (sempre che qualcuno c’arrivi, fino a qui). Ora, potete smettere di ascoltare la canzone che state ascoltando. Ora, potete togliervi quel dito dalla bocca, che sia l’unghia o la carne quella che stringete tra i vostri denti. Ora, potete lasciar perdere quei capelli che state torturando da un bel po’. Ora, potete continuare a leggere. Ora, potete staccare MSN, chiudere il vostro Browser, uscire dalla stanza e andarvene a fare qualcos’altro. Ora, potete perdonare la persona con cui nell’ultimo periodo avete litigato (che quella persona lo sappia o meno). Ora, potete anche prendere in mano le redini della vostra vita. Ora, potete decidere di fare qualunque cosa al mondo. Ora, potete anche decidere di voler fare quelle cose che non potete fisicamente fare. Si, potete decidere quello che vi pare. Perché la vita, è in mano a voi, per lo meno per quel che vi riguarda. E se c’è qualcosa che non potete  controllare, beh, amici miei, signori miei, signore mie, la risposta è quanto di più banale e serio possa esistere: “Futtitinne” direbbe Nonno Giovanni, “Futtetenn’” direbbe la Zia Giuseppina, “Sh’n'fout” direbbe Piè, o meglio, direbbero un casino di persone. Insomma, se il senso non fosse chiaro, la spiegazione è ancora più banale. Finché qualcosa è da voi “controllabile”, allora dannatevi l’anima quanto vi pare giusto. Se invece la cosa per voi è al di fuori di ogni controllo, se per voi è “immobile”, statica, e di sicuro “intoccabile” da parte vostra, allora non dannatevi l’anima. Non vi dico di essere menefreghisti. Vi dico di fare attenzione a non stare troppo male per situazioni che non dipendono da voi, in quanto non potete comunque farci niente. Starci male, farà male solo a voi. Quindi, signori e signore, amici ed amiche, nemici pure (sia ben chiaro, da parte vostra), che non fate mai male, cominciate a smetterla. Smettetela. Ci sono cose al di fuori del vostro controllo. Quindi, se tanto mi da tanto (che brutta frase), tanto sarà il compenso.

Una delle persone a cui è destinato questo intervento, in particolare, spero comprenda bene quale è il mio consiglio. Non serve a niente, se non a stare male, dannarsi l’anima per comportamenti di altre persone. Se la cosa non è causata da voi (vedi la mia lamentela degli auguri del mio compleanno mancati da persone ex”importanti”), allora imparate a non dargli più attenzione di quanta ne meriti. E a conti fatti, in genere, di attenzione ne merita ben poca.

Bimbi, se il vostro bimbo autore di queste quattro minchiate scritte qui si sente in diritto di “insegnarvi” queste cose, di consigliarvele, è per un semplice motivo. Il bimbo in quesitone, si ritiene più “fortunato” di voi, perché le esperienze che ha fatto gli han regalato questo genere di comprensione.

E ricordatevi ancora: diffidate dall’orgoglio, è una delle fonti di ogni male. :) Soprattutto se la legate all’egocentrismo…:)

4 Risposte a “Pointless”

  1. A.C. Jenky il rosso Dice:

    Quindi le cose banali che potrei fare le devo fare…la cose importanti che non posso fare me ne devo fottere….e cosi mi fotto le cose importanti, Se io sono artefice del mio futuro xkè non ho ancora i miliardi di berlusconi? e se invece volevo andare sulla luna mi devo fottere solo perchè sono nato in Ghana (anche in italia è forse impossibile)?
    mi ricordo un storia nippo-cine-orientale di un vecchio che voleva abbattere una montagna…tutti lo presero per pazzo, e lui prese solo un cucchiaio…e incomincio dalla cime, ai figli che chiesero spiegazioni disse:” la montagna non può alzarsi da sola (nn conosceva le tettoniche a placche forse…:D) e io continuerò a poco a poco, non c’è ragione per cui io non c’è la posso fare, tranne, la cosa più sicuro al mondo e più certa della vita…la morte” i figli lo lasciarono per mesi se non anni, lui continuava, vedendo che faceva progressi piccoli ma cmq progressi, lo aiutarono, poi i suoi nipoti, i suoi parenti, i suoi compaesani chiunque sapesse la storia del vecchio. Certe volte accade anche l’impossibile, ma la maggior parte del tempo è sempre semi-prevedibile il tempo. che altro più, si potrebbe chiudere concordando con te, se è un problema che si può risolvere bene lo risolverai, se è un problema che non si può risolvere….allora perché preoccuparsi tanto? :D buona notte bimbo

  2. psychemax Dice:

    Ciao. In tutta sincerità, non ho neanche compreso chi tu sia. :) Ma questa, è un’altra storia… ^^
    Ciò che cercavo di dire nel post, non è di certo che devi fregartene di tutte le cose che non puoi fare. Anzi, hai non il diritto, ma il dovere di sognare. Perché questa caterva di fatti e fatterelli che chiamiamo vita, senza sogni, sarebbe solo quello che è. Sono i sogni, quelli che ci fanno grandi, i desideri, le aspirazioni di tutta una vita, e quelle di una mezz’ora. Non è questo il “messaggio” che cercavo di mandare, con ciò che ho scritto.
    Anzi, tutt’altro, cercavo di dire che ciò che invece va “ignorato”, ciò di cui è meglio “fottersene”, sono le cose che terrene, temporanee, stupide, ma che ci fanno star male. É questa la roba da ignorare. Sono queste le minchiate da ignorare, i malesseri temporanei. Ma come dici tu, se vuoi abbattere una montagna, meglio cominciare presto, che la vita forse è breve a riguardo. Ciò che desideriamo, è ciò che abbiamo il DOVERE di ottenere. Se non ci riusciremo, nel bene e nel male, sarà ciò che abbiamo fatto ciò che resterà, non i rimorsi. Ciò che abbiamo detto, creato, sarà ciò che conta, non quello che volevamo e non abbiamo potuto fare.
    So bene che sembra una lista interminabile di banalità, ma ho sempre pensato una cosa: le banalità spesso sono più difficili da capire del resto delle cose. ^^
    Spero si sia chiarito a cosa mi riferissi.

    Anche se non ho ben capito tu chi sia, ho ben piacere a “riceverti” nel mio angolino di pace. :) Anche se in tali orari notturni (e se ti dicessi che proprio a quell’ora, le 4.13, ero vagante per casa mia, in cerca di qualcosa da fare per procurarmi sonno, non so se ci crederesti. Ma è così ^^)…

  3. A.C. Jenky il rosso Dice:

    si, ma per ogni frase, anche la più banale, esistono minimo 3 diverse interpretazioni, quindi, più che domandarsi “volevo dire questo?” e meglio chiedersi, “farò almeno capire il mio punto di vista?”
    si certo che l’avevi fatto capire, ma le stesse parole si alterano in significati diversi…e se viene visto in un’altra prospettiva (anche se marcatamente forzata) riuscirai tu a capirla?
    P.S. nel(i) tuo(i) angolino(i) di pace ci sto da molto tempo, ma è un piacere essere ricevuto da te :D

  4. ilaria Dice:

    lo so che forse no ti piacerà ma credo che A.C. Jenky il rosso abbia ragione, insomma davvero non si capive. In secondo luogo credo che noi non abbiamo proprio nessun diritto o nessun dovere…noi siamo e per essere facciamo delle cose, pensiamo delle cose, sognamo delle cose e ne progettiamo delle altre, l’importante non è ciò che facciamo, ma come e perchè lo facciamo che ci caratterizza…e questo può significare a volte dover rinunciare a qualcosa qualcosa che al confronto col resto è una cosa stupida eppure questo può farci soffrire, perchè anche le cose + sciocche contribuiscono a far di noi ciò che siamo salvo saperci separare da esse, perchè non diventino il nostro unico fattore caratterizzante…sxo di essere stata chiara!
    baci

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