Un po’ di premesse obbligatorie, un po’ di passato, un po’ di futuro, un po’ di cose, prima di scrivere davvero, stasera, sul blog.
Ma come ci siamo arrivati, amico mio? Come abbiamo raggiunto questi livelli? Avevo intenzione di scrivere di te, stasera, ma poi ci ho ripensato. Che poi qualcuno attui la miscommunication, la “aberrante comunicazione” di Eco, che qualcuno poi fraintenda e creda che parlo di lui o del suo amico, non mi va…
Però qualche parola a tuo riguardo la spendo. Io non sono un santo. Io non faccio altro che sbagliare, parlando di te, amico mio. Io sbaglio nei modi, nei tempi, nei fatti, quando sei tu l’argomento. Quasi sempre. QUASI, però. Non sempre. E come tu ben saprai, sono le mancanze quelle che si notano… e il 12 marzo è una di quelle, amico mio. Ma la mancanza vera, quella che ha inferto il colpo mortale, è stata quella di Settembre. Il fellone settembre in cui io ho fatto quello che ho fatto. Dov’eri? Non lo domando arrabbiato, lo domando incuriosito. Dov’eri? Lo domando triste… Io so di non comportarmi bene, ma so che non sono l’unico. Situazione di stallo, ecco cos’è. Siamo fermi, e io so che rimarrò fermo fino alla fine di una certa situazione. Tu l’avrai capito, ormai, di che situazione parlo. Ma ad ognuno lascio beneficio e maleficio del dubbio. In ogni caso, ricominciare si può sempre, quando tutti sanno cancellare il brutto e cominciare a creare il bello. Io sarei pronto. Se ci sei, batti un colpo. Io smetterò di accusare, ma mi piacerebbe ricevere lo stesso trattamento. “Non esistono patti nell’amicizia”, mi dicesti ormai 5 anni fa, quasi. Non erano forse queste le parole, ma il succo era questo. Non esistono, è vero, infatti io dico che mi piacerebbe essere trattato come io farò con te. Solo… ho bisogno di un colpo. Se ci sei, batti un colpo.
E qui mi fermo, altrimenti qualche vermiciattolo potrebbe cominciare a sibilare e sputare veleno anche su questo, dato che ne ha una da dire per ogni cosa che scrivo. Una cosa ancora, a questo piccolo vermiciattolo invertebrato. Non credere che io ce l’abbia con te, non me ne frega un bel niente di quello che pensi. CIò che mi incuriosisce è capire chi te lo fa fare di leggere tutte le cazzate che io scrivo, dato che tanto dici che ti fanno ridere. La seconda cosa che volevo dirti, è questa: il giorno in cui smetterai di nasconderti dietro ai tuoi brutti bei paroloni, sarai il benvenuto per qualunque domanda e chiarimento con me. Fino a quel giorno, sollazzati con le tue scarse capacità oratorie, e le tue scarsissime capacità di scrittura. Eh, i bulbi endometriali… che effetto che ti fanno… =)
Alla fine, non è manco di pessimi che voglio parlare. Voglio domandarmi qualcosa.
Sto davvero così confuso, o è solo per paura? Tu resti immobile come sei, nella più pura indecisione, tu resti nella tua confusione.. E io che non ho il coraggio di mostrarmi per quello che sono, che devo dire? Non critico te, critico me. Sono io che sono così indeciso, o è che ho paura di quello che può succedere? E tu, soprattutto, che ne pensi? E’ che ti perdi nei tuoi passati pensieri, oppure è che ti perdi nei pensieri che ti dona il presente? A pensarci due minuti, credo proprio che la mia sia paura. Si, decisamente, è paura. E il sogno che ho fatto ieri notte, non a letto, mi è davvero d’aiuto. Quello, è ciò che desidero. Non è facile, anzi, pare sia impossibile che possa accadere. Cioè, credo proprio che l’idea alla base, non sussista. Differenze, pure troppe. Però… io mi fido di me, e mi fido di te. Si, l’ottimismo è davvero ciò di cui c’è bisogno, in questi casi.
Ora, però, permettetemi di dirlo: ma che lo scrivo a fare sul blog? Forse davvero me la vado a cercare la miscommunication. Cioè, sarà così frainteso tutto quello che ho scritto, che credo mi divertirò molto a vederne gli effetti.
L’essenziale è invisibile agli occhi
Così disse la volpe al principe.
E io chi sono per darle torto?
E se l’essenziale è invisibile agli occhi, allora ha ragione l’Ululante Faletti.
Niente di Vero, tranne gli occhi
E sono quelli che ci fottono… I miei, mi fottono perché non tollero il sole negli occhi… I tuoi… Parlano più di te. Spero solo di saper ascoltare a dovere.. E che il gioco valga la candela, mi auguro… Lo spero col cuore. Qua, la situazione è proprio complessa… “Ma chi l’ha inventata stà cosa?” . Io non so chi abbia inventato queste situazioni, ma so che è stato “un fottuto genio” (cit.). E non perché non ha finito il liceo.
“Hai mai volato senza le ali?”
Si, ma a volte dimentico come si fa…
“Ed ora ti ricordi come si fa?“
No…
Dopo tutto questo scrivere, una cosa la domando davvero pure a te. Tu sai chi sei, incosciamente. Ti domando:
Ti accorgerai dei cambiamenti?
Maggio 3, 2008 alle 10:50 am |
…come sempre sei eccezionale nello scrivere, benchè ormai possa dire di conoscerti non ho afferrato benissimo il senso…ti auguro che tu possa avere quelle risposte che cerchi…Cmq non x questo sono venuta fin qui…ma x ringraziarti dele 4 chiacchiere di ieri sera, mi mancavano!!!!!….e poi x ricordarti: tra 7 giorni esatti devi fare in modo di essere a casa!!!!Kisses!!!!
Novembre 11, 2008 alle 6:10 pm |
People should read this.