Do the impossible, see the invisibile, touch the untouchable, break the unbreakable
… Stasera, anzi, stanotte, dato l’orario, scelte di vita. Di quelle fuorvianti, di quelle che ti cambiano dentro, e che fuori non fanno altro che… rumore?
La scelta, non ve la riesco a dire.
Mi prendereste in giro, per la mia scelta.
Simpatica scelta…
Quello che voglio fare, all’1.21 di questa notte, del 24-04-2004, è scrivervi qualcosa di più.
Innamorarsi.. Innamorarsi tanto…
Sapete cosa significa?
Provo a spiegarvi cosa significa per me:
Innamorarmi, credo sia il motivo per il quale son stato messo al mondo. Il motivo per il quale “mamma e papà”, ormai son quasi 20 anni fa, si sono messi insieme, e forse anche il motivo per il quale si sono lasciati. Innamorarmi, è quella cosa che mi sa fare solo bene. Innamorarmi, è meglio di ogni altro sballo. E’ meglio di ogni droga, ogni cocktail, meglio di ogni altra sensazione. Meglio della pace di quest’angolo. Innamorarmi, significa cambiare. Cambiare da cima a fondo. Cambiare dalla A alla Z. Innamorarmi, è sentire le campane (vero Lily?). Innamorarmi, è sapere che qualcuno è innamorato di me. Innamorarmi, è una sensazione vecchia come il mondo e nuova come il futuro. Innamorarmi, è una promessa. Innamorarmi, saprò sempre come si fa. Innamorarmi, in fondo in fondo, non so neanche come si faccia. Innamorarmi, è unire le contraddizioni del mondo, riuinirle e urlare al cielo che alla fine, chi ha sempre ragione sono io. Innamorarmi, deve essere sicuramente bello. Innamorarmi, non succederà per qualcuno che non corrisponde. Innamorarmi, significa promettere a me stesso che un giorno soffrirò, ma ripromettermi che l’importante non sarà la sofferenza, bensì ogni singolo respiro che immetterà aria nel mio petto, ogni singola espirazione che caccierà via l’aria dal mio petto, ogni singolo attimo della mia vita che mi divide dal giorno di quella sofferenza. Innamorarmi, sarà stupendo. Innamorarmi, vi farà accorgere del fatto che sono innamorato. Innamorarmi, chissà quante persone possono farlo. Innamorarmi, chissà quali persone possono farlo. Innamorarmi, gioisco al solo pensiero. Innamorarmi, taglierà il mio volto con un taglio a mezza luna. Innamorarmi, sarà il mojo più forte che c’è. Innamorarmi, mi regalerà anche solo un secondo di vita vera. Innamorarmi, sarà al di là dello spazio e del tempo, sarà rapido e veloce, piano e forte, lucido e opacizzante, splendente ed oscuro, grandioso e meraviglioso, unico e perfetto. Innamorarmi… chissà se… Innamorarmi sarà provare tutto quello che ho provato fino ad oggi, ma contemporaneamente. Innamorarmi, sarà… stare bene. Ma bene per davvero.
Che significa tutto questo? Per ognuno di voi che si è incuriosito, che abbia il coraggio di domandare. La curiosità, è quella che vi fa conoscere di più, ogni mia singola parte.
C’è sempre qualcuno che ha bisogno di sentirsi dire qualcosa di buono, a questo mondo. Io, conosco qualcuno che oltre alle parole, ha bisogno di gesti, per riempirsi di nuovo di fiducia. Fiducia, questa strana cosa…
Ecco cosa ti manca, quando stai così. Fiducia. Che sia in te, negli altri, nel mondo, nel tuo(nella tua) partner, è questo quello che manca. Fiducia… Ma è forse giusto evitare di volare, per paura di cadere? Evitare di guardare il sole, per paura di rimanerne accecati, è giusto? E ancor peggio, è giusto rimanere accecati dal passato? Si, perché il passato è in bianco e nero, ma cazzo quanta luce che fa. Vero? Ne fa talmente tanta, da offuscare i ricordi, con tutta quella luce. Il passato, fa sembrare bello e dolce tutto quello che non lo è. Il passato, da colore alle cose più monocrome. Il passato, è passato. Il passato, non c’è più. E io più volte ringrazio Dio, per questo. Il passato, è una specie di zaino, ce l’hai sulle spalle, ma dentro c’è tutto quello di cui hai bisogno per capire il presente. Il passato, non è il futuro. Il passato, è una cosa che ora non c’è, e che mai più ci sarà. Il passato, è un attimo fa. Il passato, è fra un secondo, se ci pensi solo un secondo di più. Il passato, è la malattia dei nostalgici. Il passato, è quello che vive nel tuo presente, ma se gli dai troppa importanza, comincia a cibarsi del tuo futuro. Te ne sei mai resa/o conto?
Non si piange sul latte versato, ce l’ha insegnato anche il libro di economia…
Il passato, è il peggior metro di paragone che tu possa mai immettere nella tua vita.
Ne ho parlato tanto di questo passato, ma del futuro?
io del futuro so solo due cose: sarà migliore, e sarà lungo. Questo è quello che la vita ci donerà. Il futuro è una bestiolina che ci esce dal petto, è un infinito mondo di possibilità. E anche solo decidendo di respirare, qui, adesso, noi stiamo scegliendo un futuro. Il futuro, sono mille possibilità almeno, per ogni gesto che si fa o non si fa. Pensaci un secondo, tu che stai leggendo. Se tu ora smettessi di leggere tutte le mie cazzate sul futuro, il tuo futuro cambierebbe. Se tu ti fermassi, farai seguire al nostro mondo una determinata “strada”, che non avrebbe seguito, se tu avessi terminato la lettura. Tutto questo giro di parole, per dirti che il futuro, ce lo costruiamo mattone su mattone, pietra su pietra, parola su parola. Il futuro, ce lo creiamo noi. Noi lo indirizziamo, e se ce la facciamo abbastanza, lo modelliamo e poi ne ammiriamo i risultati. Se invece non siamo così risoluti, ogni tanto, in uno sprazzo di allegria, gli diamo qualche scossone di assestamento, e lo mettiamo su questa o quella strada. Il futuro, è… Il futuro sono tre puntini, che lasciano la possibilità ad ogni parola, di nascere dalle tue labbra. Il futuro, sono gli errori di ieri, le scelte di oggi, e quello che succederà domani. Tutto frullato, mixato, e shakerato per bene. Il futuro, è quello che meno ti aspetti. Il futuro, ce lo spiegherà il futuro. Per colpire il futuro, non hai bisogno di mirare. Ti basta solo capire dov’è, puoi già sparare. Lo prenderai, eccome se lo prenderai. Il futuro, è già qui. Fra un secondo, starai a questa parola qui. E quindi, il futuro è già qui.
E se il futuro è già qui…
Il presente?
Io del presente, so tante cose. Ma l’unica davvero importante, qui, a casa mia, nella stanza rossa, mentre l’orologio mi urla in faccia, dal basso a destra di questo schermo, che è l’1.56, mentre le palpebre cominciano ad incollarsi sugli occhi, mentre i tre Tenori urlano la loro West Side Story, mentre la casa dorme tranquilla, ed io invece picchio bastardo i tasti della mia tastiera nera, sai quale è per davvero? L’unica cosa davvero importante, l’unica da dire, riguardo al presente, è la migliore.
Il tuo presente, sei Tu.
Tu che leggi, e che non hai altro di meglio da fare. Tu che incuriosita leggi questa pagina. Tu che annoiato leggi e pensi che sono un cretino. Tu che ci arrivi da Google, grazie alle più sgrammaticate e strampalate ricerche, su questo blog. Tu che non so stasera che hai combinato. Tu che non sei venuto per farmi sapere com’è andata. Tu che hai voglia di sapere Massimiliano come sta. Tu che ti ritieni da me tradita. Tu che da me ti ritieni offesa. Tu che da me ti ritieni scacciato. Tu che da me ti ritieni abbandonato, e che mi abbandoni almeno tanto quanto lo faccio io. Tu che eri mia amica. Tu che lo sei adesso. Tu che ti starai mangiando le unghie della mano sinistra, mentre leggi questa cosa. Tu che stai più triste di ieri. Tu che ieri eri più triste di oggi. Tu che non ce l’hai fatta a giungere fino a qui. Tu che leggi affascinata. Tu che leggi annoiato. Tu che leggi incuriosito. Tu che leggi, forse, per obbligo. Tu che leggevi assidua, e che ora ti sei annoiata. Tu che cerchi i significati tra le righe. Tu che ci vedi più complotto di quanto non ce ne sia, nella vita. Tu che mi manchi. Tu, “che ti manco”. Tu, che non ti conosco e leggi. Tu, che mi odi a morte. Tu che senza motivo ti aggreghi a chi mi odia. Tu che mi hai bloccato. Tu che mi hai sbloccato per due giorni. Tu che ce l’hai con me, senza una motivazione seria. Tu che non ti senti chiamata in causa, credici, ci sei pure tu. Tu che non credersti mai di essere argomento di tante cose, quassù. Tu che non ti fidi del mondo. Tu che non ti fidi, per fortuna, di lui. Tu, che stai per fare una scelta più lunga del tuo passo. Tu che quella scelta la farai presto. Tu che mi ferirai con questa scelta. Tu che mi hai ferito tempo fa. Tu che sei tanto vicina, eppure ormai sei tanto distante da me. Tu che non hai il coraggio di tornare in vita. Tu. Tu. Tu.
Tu, e tutti quanti gli altri. Tu, che ti sei ritrovato/a e che non ti sei ritrovato/a tra le mie parole…
Tu che credi che parlo di una sola persona, qui.
Tu.
Sei tu il tuo presente. Sei tu tutto il tuo futuro.
Tu, Tu che mi fai emozionare.
Promettimi che non brucerai anche i tuoi sogni.
Hai già fatto male a te.
Non vedo perché fartene ancora.
Tu.
Aprile 24, 2008 alle 8:38 pm |
….visto che ultimamente non mi dedico + tanto alla penna(o tastiera del pc)ricorrerei ad un …prestito
1)la cosa + grande ke tu possa imparare è amare…e lasciarti amare
2)Io non lo so cosa penserò dei miei 16 anni quando sarò come mio padre…non so neanche cosa ci sarà dopo la morte…ora mi sento come se non morirò mai..e penso che l’amore conta più di tutto…conta più della paura di morire…
byebye!!!