Torno, davvero tardi, da una giornata particolarmente interessante. Ritorno a scrivere, dopo un periodo particolarmente stressante. Ma ciò che più conta, è che l’Opera vista oggi, è stata particolarmente deludente. E non per la sua bellezza intrinseca, né per l’opera primaria da cui scaturisce tutta la sua bellezza. Non vedere il “mio” Vittorio, non trovarmi di fronte quel Dante che ho atteso per un bel po’ di tempo, mi ha fatto dispiacere. E con tutto l’affetto per il tizio che faceva da contro-”brutta”-figura, con tutto il rispetto, è stata penosa l’interpretazione e lo stesso effetto estetico. Troppo giovane, troppo piccolo, troppo basso, e troppo tozzo per assomigliare all’arcano Superbo, il mio caro Durante Alighieri.
“Nel mezzo del cammin di nostra vita/ mi ritrovai per una selva oscura/ ché la diritta via era smarrita/ Ahi, quanto a dir qual era è cosa dura / esta selva selvaggia aspra e forte / che nel pensier renova la paura…/“
E chiamatemi scontato un inizio tanto e tale per la grande Commedia… Non ci sarebbe stato miglior comparto vocale, ad aprire quella che era una concentrazione dei miei desideri artistici dell’ultimo periodo. Se solo fosse stato il “nostro” Vittorio, vero amore? Ancora ripenso alla delusione che ti ho potuto leggere sul volto quando non l’ha chiamato per nome, “Vittorio Matteucci”. In quel momento, ho visto sul tuo volto la totale assenza di interesse per “La Divina Commedia, L’Opera”.
Ripensandoci, c’era da aspettarcelo, ma che vogliamo farci, non volevamo fosse così.
E’ comparso, dalle nostre spalle, diretto verso questa selva, un piccolo omino, capelli lunghi, panciuto, non troppo alto, non abbastanza, folle d’emozione, a cantare al posto dell’attesissimo Vittorio. Non di certo inaspettato, il tutto, ma la speranza è l’ultima a finire laggiù. Ancor maggiore la tristezza, quando ha aperto bocca, e dato fiato alle sue corde vocali, che mal si adattavano a quella grande, preponderante voce che mi aspettavo. Che tutti ci aspettavamo.
“Notte che dilaghi dentro me / notte che oscuri la mia vita / notte che avvolgi la mia mente / in un cammino senza strade. / Chiuso in un abisso senza uscita / in un abbraccio gelido / in quest’angoscia io mi perdo / in una selva tra le tenebre.”
Sentire tanta delusione, da parte tua, oggi, mi ha fatto sentire un po’ triste. Però, dopo ti sei ripresa almeno un po’, mi è parso di capire. Ho notato che qualcosina ti è piaciuto. Ascoltando, e rileggendo ora, i testi non sono affatto male. Curati, poco danteschi, molto comprensibili, e fortemente sentiti. Citazioni al punto giusto, attori di vario genere, un po’ di voci “strane”, e di certo, per l’intero primo atto, tanta spettacolarità.
Ancora ripenso a quei fondali, alla genialità della forma del palco, che altro non poteva essere che circolare, alla grandezza delle idee, e alla grandezza dell’applicazione di queste ultime. Una grande Divina Commedia, che sia L’Opera o meno. Questo, per il primo atto. Ma ad un tratto cala il sipario, “Curtain Falls“, e accade il dramma. Uscito il mio caro Durante dal suo Inferno, ci siamo entrati noi.
“Cerco, una speranza che mi illumini, / cerco una strada oltre il buio / mentre mi perdo in questa notte, / mentre smarrito cerco l’alba, / e grido al cielo, / grido il dolore di ogni uomo, / la vita che è dolore dentro me! “
Tutto è cambiato. E’ stato diverso. Tanta mancanza di poesia, di interesse, e di “cura maniacale” per l’Opera, ha assalito lo spettacolo. Troppa “Messa”, e non con senso negativo. Troppe arie canticchiate, troppi cori liricheggianti, troppo poco Dante, e troppa noia. Sarà anche per gli attori, che non mi hanno convinto appieno (esclusion fatta per Virgilio, Alessandro Castriota Scanderbeg, e per Ugolino, il convincentissimo Enrico Bernardi), ma è stato una barbarie, quel secondo atto.
“Tenebrosa selva che mi stringi / in un abbraccio senz’amore,/ lascia che veda un po’ di cielo / al di là di queste tenebre. “
Inutile continuare a parlare male di quest’opera, è anche giunto il momento di parlarne bene. =)
VOGLIO spiegare cosa mi ha colpito. In primo luogo, le scenografie, di grande impatto, con un Gustave Dorè ripensato, riutilizzato, e spettacolarmente animato. 10/10 per la scena. Le coreografie, di contro, non erano capaci di interessare, e le ho trovate, nel secondo atto, troppo rapide e scattose, per essere passi di classica su tali generi musicali, orchestrali e quasi gregoriani. Le maschere, spettacolari, nella prima parte. Belle da vedere, bella da osservare, ed espressive. Particolarmente pregna di pathos, la scena di Caronte.
“Cerco, una speranza che mi illumini, / cerco una strada oltre il buio / mentre mi perdo in questa notte, / mentre smarrito cerco l’alba, / e grido al cielo, / grido il dolore di ogni uomo, / la vita che è dolore dentro me! “
Tanto parlare di quest’opera, ma alla fine volevo parlare anche un po’ di me, ora che ci penso. E posso usare proprio qualche artifizio stilistico, come quelli tanto cari al mio Durante, per spiegarmi per bene.
Rispondetemi pure quello che vi pare e piace, fatelo volentieri, ma io non so più se ho bisogno o meno di cambiare idea.
Oppure me ne resto senza applicarmi in niente, così scelgo qualcosa comunque.
Posso anche lasciare che il tempo decida .
Posso ancora decidere subito.
O anche…
.
Tutti problemi… o meglio, niente e nessun problema. Semplicemente sto in crisi per l’Università. Non sto combinando un cazzo, ma proprio un emerito. Dovrei studiare di più, e meglio, ma ormai non so più che voler fare. Non so quale sia il mio desiderio, nella vita.
Vorrei aggiungere altro, ma non posso dire altro che…
Basta. E basta. Magari avessi la voce del caro Matteotti, ma per lo meno la forza di sperare mi resta, e anche quella per permettermi di dire che anche io…
Cerco, una speranza che mi illumini, cerco una strada oltre il buio, mentre mi perdo in questa notte, mentre smarrito cerco l’alba, e grido al cielo, grido il dolore di ogni uomo, la vita che è dolore dentro me!
Tu che puoi, tu che forse sei l’unica che può, ti prego, dammi una mano a capire me stesso. =) Grazie.
Febbraio 26, 2008 alle 9:25 pm |
Non ha nulla in riferimento a questo post ma …mi sono fatta una passeggiata da queste parti e mi fa piacere saper che sei sempre vivo e attivo…inutile dire complimenti x gli scritti!!!!!
Aprile 21, 2008 alle 9:46 pm |
RIDICOLO!