Maschere…

Tutto così… Sarà colpa del fantasma dell’opera, sarà colpa di V, sarà colpa mia, ma stasera voglio parlare un po’ di maschere.

“And do I dream again? For now I find…”

E’ un po’ una questione di.. facce. Espressioni facciali, o come diavolo vi vada di chiamarle. Ma è questo. La gente, se ne tira su certe da fare davvero impressione. La gente, a volte, mi fa proprio schifo. Ma non è delle maschere che mettono loro, che voglio parlare. Stasera, parlo delle maschere obbligatorie che tutti, bene o male, ci si ritrova a mettersi addosso. Le situazioni, ce le fabbricano, a noi resta solo la scelta di usarle o meno. Si tratta solo di appoggiarle sugli occhi, o meno, in un carnevale sempre meno festoso e folle, e sempre più cattivo e ipocrita. Un carnevale imposto, un carnevale di situazioni tristi. Altro che quel bel carnevale di Notrè Damè. Eh si, in quel di Reims ormai sono rimasti davvero senza.. Si, perché oggi ci costringiamo alla maschere.

” The Phantom of Opera, is There, Inside my mind! “

Resto della mia idea…Chi di voi, non ha mai dovuto legarsi dietro alla testa i due nastrini, per porsi sul viso una di quelle maschere bianche? E c’è chi vive schiavo delle sue maschere, come il Fantasma. Schiavo della musica, ma suo creatore, schiavo delle oscurità che da solo si è imposto, schiavo infine della maschera, che per vergogna si è posto sul volto. Vergogna di cosa, poi? E’ come con le malattie, è come con la sfortuna, la colpa non è sua. Eppure, lui ne prova il peso della vergogna. E’ ingiusto, si, ma è così. E’ una di quelle maschere con cui quasi ci si nasce. Le Maschere, quelle bianche, con l’espressione disegnata a priori. Quelle maschere che ti lasciano impassibile. Le avete presenti, le riuscite a focalizzare? V, ne ha una. Il Fantasma, ne ha un’altra. Una di quelle maschere che calzano così bene, che quasi sono invisibili, quasi sembrano essere reali, se non fosse che hanno… quella..

“Sing once again with me, a strange duet. My power over you, grows stronger yet…”

E’ proprio una… hmm… Forzatura… Forzatura, è forse la parola adatta. Sono facce impassibili, costrette e adagiate in quell’espressione che si ritrovano. Vi è mai successo? Ve ne siete mai ritrovati una addosso? Quando siete così tristi, da credere di vivere in un mondo disegnato solo con l’inchiostro, senza i colori, quasi fosse un manga. O quando siete così felici che… avete già parlato del tempo… =) Quando siete tanto felici, eppure tanto turbati dal non poter esprimere al massimo al mondo la vostra sensazione. Quando le situazioni, vi costringono a stare bene o a stare male. Quando vi costringono a stare giù. O a stare felici. Quando vi costringono al silenzio, o vi obbligano a parlare.

“The Phantom of the opera is there… inside your mind”

Sono quelle le maschere che vi impongono, e che in parte vi imponete. Anzi, ci impongono e forse ci imponiamo. Mi ci metto anche io, perché so che a volte ho dovuto usarne, e ne ho dovute usare anche per un bel po’. E’ l’assenza di coraggio, forse, che ci plasma queste nuove facce? O è l’essere consci di far del male agli altri, tradendo aspettative o idee, o semplicemente tradendo la fiducia. Ragazzi, sono maschere. Ragazze, sono maschere. E per quel paio di persone che leggono, e che hanno avuto la voglia di seguire ancora una volta i miei vaneggiamenti, continuo a parlare di maschere. Maschere. Come quella che vi ponete sul volto ogni volta che andate a scuola, al lavoro, o anche a fare una visita di cortesia, e vi sentite fuori luogo. Così fuori luogo, da assumere quella tipica espressione di vacua assenza, di compartecipazione assolutamente passiva.

“Sing, My Angel of Music”

Allora… parliamone meglio. La gente va in giro conciata come… personaggi di un’enorme coreografia, un enorme danza inutile, che vede più partecipanti che spettatori.

” Down once more to the dungeon of my black despair! Down we plunge to the prison of my mind! Down that path into darkness deep as hell! “

La gente si obbliga, e ci obbliga a far finta di non stare bene o male, o come diavolo si sta. E’ brutto, è stupido. E’ senza senso. Ma è così. E’ una maschera. Una mascherata, un ballo in maschera, uno di quelli sfarzosi, pomposi, dorati, coi vestiti col la gonna larga, i cerchi per tenerla larga, le mascherine che poco lasciano all’immaginazione. E’ così, al 90%, che si va in giro. Con i cappelli enormi, decorati come un albero di natale, decorati come solo una Maria Antonietta poteva essere. Decorati, sembrano soprammobili. E, come se non bastasse…

” This haunted face holds no horror for me now.. It’s in your soul that the true distortion lies “

Come se non bastasse, a farmi ridere di loro e un po’ anche di me, c’è il fatto che decorati e perfetti, si permettono anche di mascherarsi. E’ una farsa, è una mascherata. E’ un ballo in maschera. E’ tutto un ridicolo volteggiare e ballare fintamente musiche assenti. E’ tutto così. Tutte le persone che meritano il mio, e il comune disprezzo, sono così. Fanno tutti così, si imbellettano, per essere più ipocriti di quanto ancora non siano riusciti ad essere.

” Farewell, my fallen idol and false friend. We had such hopes, but now these hopes lie murdered “

Ma.. Ringrazio Dio, per avermi portato a conoscere qualche persona che malgrado tutto, non è così. Ce ne sono poche, lo so, ma ci sono. Tu che leggi, rileggi tutto e scegli da che parte schierarti tra quelle che conosco. Io so dove schierare te, ma tocca a te scegliere dove vuoi stare. Non è tanto la mia opinione, a contare. E’ la tua opinione, e il tuo modo di essere, a schierarti tra chi si maschera, e chi la maschera l’ha buttata. Non ti chiedo di farlo al 100%, 24/24, 7/7, 365/365, ma ti chiedo di farlo in mia presenza. Via le maschere, ZAC, taglia la corda che te la tiene poggiata sul naso e di fronte ai tuoi occhi, che siano scintillanti, che siano tristi, che siano o non siano belli, per te o per me, per gli altri. Giù la maschera, mostrami ciò che c’è sotto. Anche se per poco tempo, mostrati a me. Chiunque tu sia, chiunque tu sia a leggere ora. Se ti ritieni abbastanza forte da farlo, allora sappilo: sei… sei Vivo.

” You alone can make my song take flight.. It’s over now, the music of the night…”

Ti sei schierato, ora? Bene.

Ottimo. Grazie per aver sostenuto la lettura della mia follia. Anzi, grazie per aver sostenuto l’abisso che c’è in me, per citare il già molto citato fantasma.

Grazie per aver donato a me la visione di cotanto spettacolo. =) Spettacolo tra gli spettacoli, aggiungerei. Tra le note e le voci di un’opera così magnifica, mi sono lasciato andare, tra le parole, e la follia d’estro. Ho scritto, ho scritto come non facevo da troppo tempo. Ho scritto, ma per citare il compianto Tupac, “When I write rhymes, I go blind, and let the lord do his thang”, non ho scritto io. Ha scritto il mio animo, padrone di me stesso, guidato da chi lo guida, ma che guida me. Guidato guidante, per dirla così. Ho parlato tanto, ma alla fine mi sono divertito a confermare in mente il concetto che avevo già fissato.

Le maschere. Le maschere…

Chi sono le maschere?

“Chi? “Chi” è soltanto la forma conseguente alla funzione. Ma ciò che sono, è un uomo in maschera”

Ha detto la maschera di V. E non so se me la sento di ripeterlo anche io. Spero di non doverlo fare, mai e poi mai. Perché sono le maschere, quelle che ammazzano l’attore…

Phantom Rose

3 Risposte a “Maschere…”

  1. Laura Dice:

    “E’ l’assenza di coraggio, forse, che ci plasma queste nuove facce? O è l’essere consci di far del male agli altri, tradendo aspettative o idee, o semplicemente tradendo la fiducia.”
    Non immagini quanto mi ritrovo fra queste parole.
    Bel post.

  2. *I*L*Y* Dice:

    ….mmm criptico come sempre…mmm….Sai che mi viene in mente….da qualche parte(oviamente io so dove ma non lo dirò) ho letto che la vita è un palcoscenico da attraversare e non importa come lo attraversi l’importante è non cadere nella buca del suggeritore….Che voglio dire??? 2 cose almeno! 1 che a volto scoperto o meno saremo sempre una maschera xk in fondo nessuno di noi si conosce davvero( poi in latino persona vuol dire maschera!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!) 2 che lo spettacolo deve andare avanti anche se a volte sei costretto a improvvisare e cambiar ruolo….l’importante è non scivolare giù dal palcoscenico….l’importante è che quella mascherra sia la maschera del protagonista della tua vita….l’importante non è la mascheraè saper recitare che tra un copione e l’altro ti trovi a vivere veramente!!!!!kisses

  3. Caterina Dice:

    Il fatto è questo, la maschera è una corazza che fa sì che un’anima, così sensibile, non si ferisca per ogni folata di vento.. Dobbiamo però far sì d’esser noi padroni di lei e non il contrario, è un accessorio non una parte del nostro corpo..

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