Quando…

E se l’ultima volta che ci siamo “sentiti”, parlavamo di musica, ascoltata un po’ per passione, un po’ per “impegno” autoimposto, un po’ per amore di quella che è la musica, in quasi ogni sua sfaccettatura, mi permetto di divertirmi ancora un po’ con questo “metodo”.

“Barry White – Beware”. Non so se conoscete il mai troppo compianto mito della disco passata, Barry White, l’omone altro intorno ai due metri, dalla presenza inquietante ( in senso buono =) ) che spesso ha duettato anche con l’ormai compianto Pavarotti. Un autore di quella che amabilmente, dai fan è chiamata la Sexy Music. E’ lui che mi fa intuire, in questa magica canzone, una verità.

” Adoro il tuo stile. Adoro il tuo sorriso. Invidio il tuo modo di parlare, ed è strabiliante il tuo modo di camminare. La bellezza è negli occhi di guarda, piccola, voglio tu lo sappia. E tutto ciò che vedo, sei tu. E ciò che sto guardando mi piace..”.

“I love your style… I love your smile… I do envy when you talk… So exciting the way you walk… Beauty’s in the eyes of who look, baby, I want you know this. All I see is you, and what I see I like… “

Ed è questo, lo spirito con cui si “affrontano” le persone. La bellezza, sta negli occhi di guarda, e sul corpo di chi è guardato, non nella sua mente. Nella mente del guardato, c’è quel difetto tanto fondamentale da non essere notato, quel particolare così “rovinoso” da distruggere ogni singola particella di bellezza. E’ così che funziona, la bellezza vera. Quella finta, è creduta da chi ne possiede tanta, ed è negli annacquati occhi di chi invece continua a volerla vedere. Tutt’altro che quel potere impassibile, stendhalico, della bellezza sincera, quella automatica, quella che non nasce, quella che però cresce da sola. Quella bellezza che non si impone, quella che si ottiene. Quella che quando guardi chi ne possiede, ne resti ammaliato. E’ quella la bellezza vera. E non si parla solo di quel taglio di capelli, quel taglio degli occhi, quella bellezza fisica in generale. Si parla di persone, non di oggetti. Sono le persone che sono belle. Imparate a capirlo. Le persone, sono belle.

E si, Tu, proprio tu che stai leggendo. Chiunque tu sia, chiunque tu voglia essere, ricorda che c’è poco da fare, la tua bellezza è chiara a qualcuno, e oscura a chi vorresti tu, al più. Ma è così che va la vita, e le più grandi bellezze, quelle davvero da sindrome di Stendhal, sono quelle essenziali, quelle che un bimbo amante di una certa rosa, su un pianeta lontano, impara ad apprezzare da tanti e tanti. Essenziali, come dice la volpe. Essenziali. Perché “L’essenziale è invisibile agli occhi”. Ma mai al cuore, e giammai all’animo. Non sono nessuno per ispirare fiducia, in nessuno di voi, che siate i miei migliori amici, o anche i miei peggiori nemici, o quella cosa indecisa che si vive nel bel mezzo della cosa. No, non è così che va. Io sono qui per parlare delle mie, di storie.

E allora cominciamo, anche stasera. Il c’era una volta, è ormai come la nota domanda “Come va?”, giusto? Fastidioso, obsoleto, e ormai è convenzione che l’utilizzo ne venga bandito da discussioni e racconti. E soprattutto dai monologhi. Quindi ve la servo qui. E tal’è, senza edipiche conclusioni, morali, o frasi ad effetto. Per dire il vero, questo è un altro esperimento della mia mente. Quando…

Quando… il tempo si ferma, ma il cuore continua a battere. Quando… il cuore continua a battere, ma il cuore si ferma. Quando… non importa chi è che parli, ma importa ciò che dice. Quando… il sole è tramontato, ma è la luce negli occhi a illuminarci. Quando… la luna splende in cielo, ma non c’è stella più grande di quella che si vuole accanto. Quando… il sorriso non è forzato. Quando… essere sinceri vale più di mille bugie. Quando… da un giorno in poi, si sarà sempre sinceri, un po’ per promessa, un po’ per obbligo. Quando… una cattiveria forse convince più di mille esperienze. Quando… la voglia di sfiorare le lenzuola, farsi avviluppare dall’oscurità e dal silenzio che con se porta tutto il dolore, il peso, e la dolcezza della realtà, e lasciarsi cullare la mente da ognuno di questi pensieri, per attimi di eternità, e le note della nostra colonna sonora ci inondano la mente e le orecchie, nel modo più dolce possibile, facendoci ricordare particolari ed avvenimenti, tra i più assurdi che abbiamo mai passato, viene a mancare. Quando… questa voglia è tanto forte da non tenerci in piedi. Quando… il sole è alto, e bussa sul tuo cuscino per dar vita alla giornata che hai davanti. Quando… la pioggia l’aspetti, e scende nel giorno che le avevi chiesto. Quando… stai male, e quel raggio di sole ti porta dove desideri, nel posto che esaudirà i tuoi desideri. Quando… un po’ di sincerità di troppo fa più male di quanto riesca a fare bene. Quando… invece la sincerità rende vincenti le scelte, e le attività coraggiose. Quando… al mattino ti svegli perché ne hai voglia, e non perché devi farlo. Quando… scegli tu di voler alzarti, e con te svegliare il tuo mondo, e non è un trillo infernale, un aspirapolvere, o un urlo arcano a farlo per te. Quando… il profumo della colazione ti sfiora le narici, inerpicandosi per le scale e raggiungendoti appena. Quando… è il contrario. Quando… è tutto perfetto. Quando… tutto va male. Quando… tutto va male. Quando… una canzone ti insegna a vivere. Quando… lo fa anche un film. Quando… il coraggio che cercavi, già lo avevi tutto. Quando… la sfortuna, e una serie di ignobili circostanze ti fanno passare per un bimbo di qualche anno. Quando… tutto va come volevi. Quando… a Natale e all’Epifania non ricevi niente. Quando… trovi il coraggio di ammettere a te stesso certe verità. Quando… resti dove non vuoi, per i tuoi figli. Quando… quella bambina ti guarda felice e raggiante, per la tua mera presenza, e non solo in qualità di compagno di giochi o di fratellone. Quando… quello sguardo enigmatico, dedalico e fuorviante si era fermato su dite, ma tu non avevi il coraggio di ammetterlo. Quando… giochi con le mani, durante i titoli di coda di un film che ti è piaciuto. Quando… non chiedi altro che la tua spalla sia “un buon cuscino”. Quando… vorresti essere sempre quel cuscino. Quando… vorresti che un viaggio non finisse mai. Quando… vorresti che una canzone non finisse mai. Quando… un film è stato tanto noioso che il sonno stava sovvenendo, e giochi con la luce per svegliare chi dorme. Quando… venticinque è il numero più carino che ti viene in mente. Quando… vorresti mettere una croce sul passato, e far ricominciare tutto dall’anno deciso a priori. Quando… lasci la musica suonare. Quando… un dono è sempre un dono. Quando… i cretini imparano ad accettare i cestini in camera.

Quando…Quando…Quando…Quando…Quando…

… Quando… succedono queste cose, o anche una sola, o magari, meglio, tutte insieme. Beh, Quando… accadrà, dillo in giro:

“Sei vivo”.

EDIT:

Quando… la sveglia al mattino, è la più dolce che ci sia. =)

Lascia un commento