… << Spara, forza…>>.
Tutto a un tratto, mi sono nate queste parole in mente. Non chiedendomi come, dove e quando. Non c’è un motivo preciso, forse non ne ho bisogno. So solo che è così, è un pensiero che è nato. E come quelli, ne nascono e ne muoiono a bizzeffe. Questo mi riporta a pensare a milioni di cose… Quello “Sparo”, può essere vero. Può essere un proiettile vagante, uno di quelli che ti prende, ti stende e ti resta nel petto. Un po’ come i sentimenti. Può essere un colpo vero, uno di quello che dipinge a schizzi sul muro tutti i nostri pensieri, quello che fa passare il mal di testa. Può essere un proiettile figurato, uno di quelli che si lancia con la lingua, quella più affilata delle spade, più perforante dei fucili, quella che tortura troppe persone. Può essere un invogliare gli altri a parlare, uno “Sputa il rospo”meno aulico. Certo è che ha una caratteristica fissa: fa un buco. Che sia un buco nell’anima, che sia un buco in petto, che sia un buco in bocca, col vuoto che lascia la parola… Sarà il sonno, ma divago.. Divago tanto…
Inutile prenderci in giro, giusto? Io, con me stesso, m i accorgo di farlo spesso. Ed è ridicolo, e un attimo dopo mi sento male. Inutile continuare a farlo, me lo dico ogni volta, ed ogni fottuta volta ricomincio. Si dice che le persone non possano cambiare…Ogni volta mi ripropongo di smentire questa che ritengo una diceria. Voglio essere diverso.
E finisco per ripetermi..
e ripetermi…
e ripetermi…
e quindi lo farò ancora una volta:
<< SPARA, forza>>.
E non fare come il cretino della canzone, non ci pensare prima di farlo. Spara, perché senti il bisogno di farlo. Spara, è tutto quello per cui sei nato. Spara, SPARA! Basta tirare il grilletto, dai, sai come si fa. Is what you are made for. Solo per premere il grilletto, tiralo, fai esplodere la carica di polvere di salnitro che si trova nel tuo cannone. Si, perché è pur sempre il tuo cannone, qualsiasi cosa sia. Che sia la tua bocca, una pistola, o qualsiasi altra cosa.
Ma sai perché ti invito a sparare? Perché è giunto il tuo turno.. Guardati intorno. Lo hanno fatto tutti, tutti sono arrivati dove dovevano arrivare, hanno raggiunto il traguardo, e hanno tirato il grilletto. Lo spettacolo è quello che è, devo ammetterlo, non è bello vedere tanto dolore, ma lo sai che è il tuo turno. Tutto quello che devi fare, ora, è ascoltare bene quello che ti dice il tuo pensiero, e decidere su chi mirare. Le possibilità sono tante. C’è la gente che ti passa davanti, guardali, tutti carini e ordinati. Ci sei tu, ci sono io. Scegli bene.
L’hai tirato? Visto che non era difficile? Tirare quel grilletto, è la cosa più semplice del mondo. Basta premere un po’ il dito,non hai bisogno di essere un tiratore della Marina per farlo. Rapido e indolore, vedi? E visto che ci sei, vogliamo vedere dove ti sei sparato? Guarda bene il proiettile. Ti sei concentrato tanto su quel piccolo pezzo di piombo, che ci hai riversato tutto te stesso. Dietro ti sei lasciato il tuo corpo, guardalo, è caduto a terra, insieme al bossolo del proiettile. Sono proprio uguali, uomini e macchine, vero? E se si parla di armi, poi, si raggiunge il massimo. E allora si, guardiamoti un po’ dove stai arrivando…
Ci sono milioni di posti dove un proiettile può andare a finire. Vedi, ormai l’hai imparato, nel momento in cui premi il grilletto, qualcosa esplode, si lascia dietro il bossolo, e il proiettile comincia a girare. E gira tanto da graffiarsi sulle pareti. E diventa unico, nel suo genere. Si capisce da dove parte, e se lo si trova, si capisce dove va a finire. E allora il viaggio prosegue.
Lo sapevi, inoltre, che continui a girare anche quando esci dalla canna? Sisi. E c’è una possibilità su svariate milioni, che tu incontri un altro proiettile, sparato in altre direzioni, che ti riesca a fermare, o a deviare. Ma succede. Succede, anche se sembra impossibile. E forse ti riuscirà a deviare tanto da non farti mai conoscere la tua meta. E ti contornerà la vita di “Ma… se… allora…”. O magari sarà uno di quelli che ti prenderà tanto forte da farti cambiare forma, da ammaccarti, o forse da raddrizzarti. Ma tu continuerai a girare, e piano piano scenderai, sarà una discesa lenta.
Ma un giorno ti fermerai. Se non sarà su un muro, sarà su qualcuno. Su un muro, ti fermerai d’impatto, e ti cambierà la vita. Ti appiattirà, ti annoierà, ti farà vivere sempre allo stesso modo. E così finirai per arrugginirti, proiettile tra i proiettili.
Oppure ti fermerai su qualcuno, magari in petto. Se sei fortunato, sarà quel qualcuno che ha preso te. Altrimenti, vivrai la più totale delle frustrazioni. Molti, la chiamano sentimento…
Oppure vagherai, fino a perdere tutta la tua velocità. Vivrai, poi scenderai, e ti appoggerai a terra, lento, docile, dolce e tranquillo. E forse ti ricorderanno…
E tu? Dove sei andato a finire?